Salvatore Carcano, nacque a Bobbiate il giorno 11 ottobre 1827, da Maria Cattaneo e Carlo
Carcano e battezzato il giorno 12 nella Parrocchia di Casbeno (Varese).
Era uso comune fino a qualche decennio fa, battezzare nell'arco delle 24 ore dalla nascita tutti
i bambini, così con questo atto si liberava un'anima dannata dal Purgatorio.
Nel 1837 Salvatore Carcano, all'età di 10 anni, perse il padre e fu costretto ad abbandonare la
scuola e col suo lavoro aiutare la famiglia.
Nel 1848 fu tra i primi ad arruolarsi come soldato cannoniere volontario nell'Artiglieria
Lombarda, prendendo parte, alla rivolta delle Cinque Giornate di Milano, magari a fianco del
giovane sedicenne Giulio Ricordi, nipote del fondatore della famosa casa editrice.
Finita la prima campagna dell'indipendenza nazionale, passò obbligatoriamente, col ritorno degli
Austro-Ungarici, in Piemonte  e nel gennaio 1849 si arruolò nell'esercito Piemontese e fu
assegnato alla Compagnia armaioli del Corpo Reale d'Artiglieria.
Le sue qualità tecniche non passarono inosservate e in poco tempo fu nominato artista, poi
caporale, successivamente sergente e nel gennaio 1852 venne mandato in congedo per fine
ferma.
Non c'è da meravigliarsi se un uomo di tale ingegno, che fece decine di mestieri, come il
barista, decoratore, pugile e nonchè inventore di trappole per topi, estintori automatici,
sistemi di illuminazione a gas ed elettrici ed altro ancora, venne immediatamente assunto alla
Regia Manifattura d'Armi di Torino come operaio per essere nominato in breve tempo, seguendo
la gerarchia lavorativa, al grado di maestro di  prima classe ed addetto a speciali lavori di
precisione.
Venne quindi incaricato di studiare uno speciale congegno per lo scatto dei percussori dei
fucili, incarico che egli assolse, stando alle affermazioni dell'epoca, con grande intuito e abilità. 
Il suo genio inventivo fu messo in rilievo con lo studio e la realizzazione di particolari macchine
utensili per lavorazioni speciali delle canne, delle baionette e dei mirini eseguendo concreti
tentativi per la costruzione di fucili di piccolo calibro a retrocarica.
Nel 1854 Camillo Benso, conte di Cavour, che si interessava alla preparazione degli armamenti
per le truppe da mandare in Crimea, essendogli giunta la voce dell'abilità di Carcano lo volle
incontrare personalmente e dispose che  fosse messo a capo dei lavori necessari per rigare al
più presto possibile i 50.000 fucili occorrenti alla spedizione.
Nel 1858 all'Esposizione Nazionale di Torino fu premiato con una Medaglia ed un Diploma
d'Onore, consegnategli dal Magg. d'Artiglieria Giovanni Solari, allora direttore della Fabbrica
d'Armi, acclamato come persona di rilevante fama che dava grande lustro allo stabilimento.
I vari passaggi di livello  tra il 1859 e il 1862 (Controllore di prima classe) affermavano la
grande stima e fiducia che i suoi superiori riponevano in lui, convalidata da missioni
internazionali effettuate nel 1862 a Wewhausen in Svizzera per collaudare armi portatili e a
Parigi nel 1863.
Successivamente effettuò  altre missioni in altre città estere per collaudi ed accettazioni di
macchine per la fabbricazione delle canne d'acciaio e nell'ottobre 1865 fu ammesso nel nuovo
Quadro Graduale numerico del personale tecnico d'artiglieria e nominato "Controllore principale
di seconda classe".
Nel 1867 fece brevettare un fucile di sua invenzione a retrocarica ottenuto dalla
trasformazione dei fucili ad avancarica Modello 1860, ottenendo anche un premio in denaro
dal Governo Italiano.
Nel luglio 1868 fu promosso Controllore principale di prima classe e nel 1874 Capo-tecnico
principale di seconda classe e quindi alla fine del 1878 promosso al livello di prima classe.
Nel 1876 brevettò il nuovo alzo da lui ideato per fucili e carabine, e nel 1891 il Governo
italiano adottò il fucile di piccolo calibro da lui progettato riconoscendogli un altro
compenso in denaro.
Fedele al suo compito, rimase come "Capo-tecnico principale di prima classe" alla Fabbrica
d'Armi dal 1879 al 1896,  finché, dietro a sua domanda, fu messo a riposo per anzianità di
servizio e per età, morendo poi a Torino nel 1903.
Onesto lavoratore era il classico esempio di moralità e fedeltà verso la Patria, il lavoro e la sua
numerosa famiglia, composta di ben dodici figli.
Rifiutò parecchie offerte di lavoro con la promessa di grandi ricompense da parte di Stati esteri
e pur trovandosi talvolta in ristrettezze economiche, non volle mai far ricorso ad aiuti esterni,
chiudendo quindi la sua vita laboriosa in mesto silenzo (n.d.r. guardando una moderna e
famosa enciclopedia italiana ho scoperto con rammarico che Salvatore Carcano non è
nemmeno menzionato).
Decorato con Medaglia per la prima campagna del 1848, nel 1878 gli fu concessa quella di
cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro e nel 1896, quando lasciò il servizio, venne promosso al
grado di Ufficiale.

Foto collezione Sig. Lorenzo Carcano             Stemma fam. Carcano ( disegno Giovanni Chegia)